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Luba (popolo)
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I mwegluba o mwewbaluba (dove "ba-" è il mwfaprefisso collettivo che indica il popolo; al singolare mwfqmuluba) sono un popolo di ceppo mwfgbantu della mwfwRepubblica Democratica del Congo.cite-ref-gates2010p14-2-0[2] Sono stanziati nelle regioni boschive e le savane del sud corrispondenti alle province del mwhaKasai-Occidental, mwhqKasai-Oriental e del mwhgKatanga nella Repubblica Democratica del Congo in un'area compresa fra il corso del mwhwfiume Kasai e il mwialago Tanganica. La popolazione, di circa 22 milioni di individui, rappresenta il maggior gruppo etnico di tale stato. Parlano le mwiqlingue luba, la mwigtshiluba e la mwiwkiluba.

I luba svilupparono una società e una cultura a partire dagli anni 400 d.C., e svilupparono in seguito una comunità bene organizzata nella depressione di Upemba conosciuta con il nome di confederazione baluba.cite-ref-falola285-3-0[3]cite-ref-reefe1981p67-4-0[4] La società luba consisteva di minatori, fabbri, falegnami, vasai, artigiani e di persone di altre professioni.cite-ref-appiah2010p88-5-0[5]cite-ref-bortolot-6-0[6] Il loro successo e la loro ricchezza crebbero molto nel tempo, ma questo portò al loro graduale declino a causa di bande saccheggiatrici di schiavisti, ladri e terroristi.

Contents

Storia
Arte
Note

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Storia

Anticamente, i luba erano a capo di un impero che si estendeva dalla piana dell'Upemba, lago del Kasai Orientale, fino al lago Tanganica. Fondato da Nkongolo Mwamba, l'impero si espanse a partire dal XVI secolo, raggiungendo la massima espansione sotto i monarchi Ilungu Songu (1780 - 1810), Kumwimbe Ngombe (ca. 1840) e Ilunga Kabale. Il declino ebbe inizio con l'invasione dei negrieri arabi e degli europei.

L'impero luba era retto da un mwrgautocrate, il mwrwmulopwe, che divideva però il potere con società segreta come la mwsabambudye. Il popolo era di credo mwsqanimista e credeva in un unico dio onnipotente chiamato Endryo, nell'aldilà e nella reincarnazione.

Il regno di Luba

Il regno di Luba o Impero Luba fu uno Stato dell'mwtqAfrica centrale del periodo pre-coloniale fiorito tra il 1585 e il 1889 nel territorio dell'attuale Repubblica Democratica del Congo. Le fonti storiche si riferiscono a questa realtà come a un "impero" a partire dal mwtgXVI secolo, benché recenti scavi archeologici hanno rivelato che sin dal mwtwVIII secolo i luba avevano raggiunto alti livelli di abilità tecnica soprattutto nel campo della mwuametallurgia e facessero parte di un sistema di rotte commerciali già molto sviluppato. Questo impero sorse nonostante l'asprezza del territorio composta in gran parte da terreni paludosi e lacustri, anche se questa civiltà poté usufruire, a differenza di molti altri imperi africani, delle enormi risorse d'acqua rappresentate dal mwuqfiume Zaire. Il sistema economico imperiale limitava nei soli nobili i detentori di tutte le ricchezze e del virtuale monopolio sugli scambi di sale, rame e minerale ferroso, facendone dei magnati il cui potere si estendeva su gran parte dell'Africa Centrale.

Il declino e lo Stato Libero del Congo

Nel decennio 1870-1880, i commercianti dell'mwvaAfrica Orientale cominciarono a cercare schiavi e mwvqavorio nelle mwvgsavane dell'Africa centrale mentre i coloni europei (in particolare i belgi dal 1877) cominciarono a addentrarsi nell'impero Luba in cerca di schiavi, ponendo le basi per il controllo militare e la rapida distruzione del Regno di Luba.

Nel 1889 l'impero fu diviso in due da una controversia di successione tra i regnanti locali e fu poi assorbito nello mwwaStato Libero del Congo di dominazione belga ed il cui re mwwqLeopoldo II pose le basi per il controllo militare, politico ed economico del paese governandolo dal 1885 al 1908 con un regime dittatoriale basato sullo sfruttamento ed il terrore.

Religione

Le credenze religiose tradizionali dei luba comprendeva il concetto di shakapanga o di un creatore universale, (anche detto Leza o Essere supremo) con un mondo naturale ed un mondo soprannaturalecite-ref-britluba-7-0[7]cite-ref-mazama2009p98-8-0[8]. Nel mondo soprannaturale abitavano i bankambo (gli spiriti ancestrali) e bavidye (altri spiriti) con ciò che si unisce all'aldilà se si vive una vita etica (mwikadilo muyampe)cite-ref-mazama2009p98-8-1[8]. Le religioni luba accettano la possibilità di comunione tra i viventi e i morticite-ref-mazama2009p98-8-2[8] e della nascita della morte (mwbwKalumba). La vita religiosa comprendeva preghiere, canti comunitari, danze, offerte, rituali di passaggio e invocazionicite-ref-mazama2009p98-8-3[8] con intermediari detti nsengha o kitobo (sacerdoti) per officiare gli stessi riti. Inoltre, per ansietà e disturbi, erano in servizio un nganga o mfwintshi (guaritore) che eseguivano una divinazione (lubuko)cite-ref-mazama2009p98-8-4[8]. Il pensiero religioso non si limitava ai rituali, ma comprendeva idee di buona persona, buon cuore, dignità per gli altri e rispetto di sé. Il codice religioso della vita civile e della bontà hanno caratterizzato la vita sociale di Lubacite-ref-mazama2009p98-8-5[8].

Il mwfqcristianesimo fu introdotto dai missionari della regola coloniale belga ed alcuni di questi (come William Burton), eseguirono ricerche etnografiche partendo da una ricerca proiettiva aggressiva e insegnando la cristianità alla gente di Luba, ma impararono e compresero a loro volta le credenze tradizionali locali e la ricchezza culturalecite-ref-9[9].

Economia

I luba sono dediti perlopiù all'allevamento di animali domestici (mwiapollame, mwiqcapre e mwigpecore) e alla coltura di mwiwsorgo, mwjamanioca, mwjqmais, mwjgbanane, mwjwzucca e mwkaigname (un tubero edule coltivato e consumato in buona parte della costa atlantica africana). Sono abili artigiani ed esperti musicisti e costruttori di strumenti musicali e oggetti artistici in legno.

Arte

L'arte dei luba si suddivide in una decina di scuole, variegate e distinguibili tra loro, ma caratterizzate dalla grande importanza assegnata allo spirito femminile Vilya. L'arte evidenzia una simmetria della massa e una dolcezza dei passaggi, oltre a un'impronta naturalistica.cite-ref-10[10] Le mwlwmaschere si presentano più robuste, arricchite da una decorazione parietale.

Note

cite-note-pop-11. mwogmwowmwpaPeople Cluster: Bantu, Central-Luba, su mwpqjoshuaproject.net. mwpgURL consultato il 25 gennaio 2025.
cite-note-gates2010p14-22. mwqgElizabeth Heath, mwqwmwraEncyclopedia of Africa, a cura di Anthony Appiah e Henry Louis Gates, Oxford University Press, 2010, pp.mwrq 88–89, 14–15, mwrgISBNmwrw 978-0-19-533770-9.
cite-note-falola285-33. mwtaToyin Falola e Daniel Jean-Jacques, mwtqmwtgAfrica: An Encyclopedia of Culture and Society, ABC-CLIO, 2015, pp.mwtw 285-286, mwuaISBNmwuq 978-1-59884-666-9.
cite-note-reefe1981p67-44. mwvgThomas Q. Reefe, mwvwmwwaThe Rainbow and the Kings: A History of the Luba Empire to 1891, University of California Press, 1981, pp.mwwq 67-72, mwwgISBNmwww 978-0-520-04140-0.
cite-note-appiah2010p88-55. mwyaAnthony Appiah e Henry Louis Gates, mwyqmwygEncyclopedia of Africa, Oxford University Press, 2010, pp.mwyw 88–89, 106, 130–131, 309–310, mwzaISBNmwzq 978-0-19-533770-9.
cite-note-bortolot-66. mw0gAlexander Ives Bortolot, mw0wmw1aKingdoms of the Savanna: The Luba and Lunda Empires, Department of Art History and Archaeology, Columbia University, The Metropolitan Museum of Art, 2003.
cite-note-britluba-77. mw2a(mw2qmw2gEN) mw2wmw3aLuba people, su mw3qEncyclopædia Britannica.
cite-note-mazama2009p98-88. mw6wmw7aAsante e Mazama, 2009,mw7q pp. 98-99.
cite-note-99. mw8qDavid Maxwell, mw8gThe Soul of the Luba: W.F.P. Burton, Missionary Ethnography and Belgian Colonial Science, vol.mw8w 19, n.mw9a 4, History and Anthropology, 2008, pp.mw9q 325–351, mw9gDOI:mw9w10.1080/02757200802517216.
cite-note-1010. mw-amw-qMandel, 2001,mw-g p. 78.

Bibliografia

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• mwaqq(EN) J. D. Fage, The Cambridge History of Africa, a cura di Roland Oliver, vol. 5-6, Cambridge, Cambridge University Press, 1976.
• mwaqy(EN) James Stuart Olson, The Peoples of Africa: An Ethnohistorical Dictionary, Greenwood Publishing Group, 1996, ISBN 9780313279188.
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• citerefasante-e-mazama-2009Molefi Kete Asante e Ama Mazama, Encyclopedia of African Religion, SAGE Publications, 2009, ISBN 978-1-4129-3636-1.
• citerefmandel-2001Gabriele Mandel, Arte Etnica, Milano, Mondadori, 2001.

Voci correlate
Noti luba

Pepe Kalle, musicista
Dikembe Mutombo, cestista
Tshala Muana, musicista
Kalala Ntumba, calciatore

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su baluba

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itBaluba, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRenato Biasutti, BALUBA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefbritannica-com(EN) Mutombo Nkulu-N'Sengha, Luba, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwar8(EN) Cronologia dei Luba nella Repubblica Democratica del Congo, su unhcr.org.